Come gestire la cantina in modo divertente e soprattutto intelligente? Le gestione della propria cantina comporta delle piccole accortezze necessarie per evitare acquisti di bottiglie che non ci piacciono ed evitare sprechi in termini economici. Il vino e da considerare un “essere vivente” e, in quanto tale, ha una evoluzione che lo porta a vivere periodi in cui esprime al meglio le proprie caratteristiche prima della naturale caduta. Ciò vuol dire che se comprate un vino e poi lo tenete in cantina per troppo tempo questi perde le sue caratteristiche di freschezza e diventa semplicemente “passato”. Lo stesso con vini che necessitano di maggiore riposo. Se stappato prima, vi ritroverete un vino “acerbo” e non ancora espresso. Altro errore che spesso si fa, è di avere in cantina solo vini di una tipologia. O rossi o bianchi. Si perde così uno dei lati più importanti del vino: la varietà di scelta. Se siete un amante appassionato del vino rosso o di solo bianco e comprensibile da un lato, ma dall’altro avete la difficoltà di accontentare i vostri ospiti proponendo il giusto abbinamento o l’etichetta più vicina al gusto di chi accogliete. Una cantina va suddivisa in percentuali equilibrate e solo con leggeri sbilanciamenti sempre sulla base dei vostri gusti. Tenete presente, quindi, che la cantina “equipaggiata” secondo quanto scritto deve contenere vini spumanti, nelle tipologie secco e dolce, bianchi, rossi, rosati e passiti. Destinando il 20% in bollicine, il 30% bianchi, il 30% in vini rossi e il rimanente tra rosati e passiti. In questo modo dovreste avere abbastanza scelta per soddisfare ogni evenienza. All’interno di ogni singola percentuale, inoltre, dovete fare ulteriori suddivisioni. Nel caso degli spumanti giocate con quelli secchi freschi o aromatici come i prosecco e spostatevi verso Franciacorta per maggiore complessità e struttura. Sempre a proposito di spumanti, molte etichette interessanti le trovate in Oltrepò e non dimenticate qualche buon lambrusco per rallegrare le serate più spente o qualche “frizzantino” per gli amici meno pretenziosi. È importante sapere per ogni etichetta la durata nel tempo, l’evoluzione per intenderci. In pratica significa che un frizzantino va stappato in annata e non dopo due anni, in modo da godervi il vino anziché gettarlo nel lavello di casa. Uno spumante importante, in linea generale, può sostare in cantina per uno o due anni dalla data di sboccatura indicata nel retro etichetta ma molto dipende dalla vostra esperienza, gusti e dal fattore umano di chi vinifica. Cercate di raccogliere informazioni utili sui vini che avete o vorreste nello scantinato. Per i vini bianchi fermi organizzatevi con tipologie fresche e leggere – un trebbiano, uno chardonnay o un profumato sauvignon – da consumare sempre in annata, e altri più corposi e strutturati come certi Friulano, ex Tocai, e Ribolla magari con un po’ di macerazione sulle bucce per vini bianchi più impegnativi o dal profilo minerale dove la sapidità vi prolunga il piacere di ogni sorso. Indirizzatevi anche secondo le produzioni regionali e cominciate a scoprire i territori. In Sicilia troverete vini bianchi di media e grande struttura dalle grandi intensità. Spostatevi verso nord, se amate precisione e nitidezza nei profumi e approcci al palato meno faticosi. È chiaro che non è una regola fissa e molto dipende dal produttore. Per i rossi fate riferimento direttamente alle caratteristiche legate alla tipologia. Ecco che un vino rosso può essere di stile più internazionale piuttosto che legato al territorio esattamente come per i bianchi. Oppure scoprirete un rosso dai tannini dolci, amari, salati, croccanti, fruttati e molto altro ancora. Se non siete esperti, non limitatevi solo a Barolo e Brunello ma cercate di scoprire anche vini minori e soprattutto variate di regione. Spaziate dal Nero D’Avola al Marzemino o dall’Arneis fino alla Inzolia godendovi da nord a sud la bellezza della nostra produzione enologica.

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